La mostra? Ve la raccontiamo noi!

Il lavoro di oggi è stato operativo, i ragazzi divisi in quattro gruppi hanno progettato: l’allestimento, una performance, le visite guidate, un video.

Il video
Il video è l’introduzione alla mostra ed è ovviamente ispirato ai contenuti di Gregg Segal. I ragazzi ci hanno lavorato mettendoci dentro tutta la loro freschezza: è  giocoso e divertente e vuol fare riflettere senza puntare il dito. Cosa si prova nell’assaggiare cibi diversi? In che modo i nostri gusti possono essere messi in relazione con quelli degli altri?

Il video racconta, facendoci sorridere, che l’educazione alimentare si apprende da piccoli ed è legata alla nostra identità, alla nostra storia. Per questo ci sono infiniti modi di mangiare. E non è stato difficile raccontarlo, perché il gruppo è naturalmente multiculturale, lo specchio del mondo che lo stesso Segal mostra nelle sue foto.

 

L’allestimento dei pannelli
Scegliere come disporre le foto, vuol dire offrire già una chiave di lettura ai visitatori. E’ su questo che hanno ragionato i ragazzi, confrontandosi sugli abbinamenti, sul percorso, su come far dialogare le foto con gli oggetti esposti al Museo. E ogni scelta è una piccola responsabilità, per questo nulla va lasciato al caso.

 

Le visite guidate 
Chi guida i visitatori ha un ruolo difficile: non si tratta di illustrare con un linguaggio corretto la mostra. Si tratta di coinvolgere le persone, di appassionarle alle immagini che  guardano e di fargliele vedere con svariati occhiali, di far comprendere le scelte che ci sono dietro agli scatti, come sono nati e perché. Insomma è un lavoro complicato che richiede una profonda comprensione e consapevolezza. E’ a questo che i ragazzi si stanno preparando, studiando a fondo le foto e la poetica che ha guidato le scelte di Segal.

 

La performance teatrale:
Vivere per mangiare, mangiare per vivere? E’ una delle domande che ha guidato le ragazze nel pensare ad una performance che ci faccia riflettere sul nostro rapporto con il cibo. Quante volte mangiamo di fretta, quante senza consapevolezza, quante per noia o per spezzare il tempo? E a chi non è capitato di mangiare davanti a uno schermo in modo distratto, senza davvero gustare il cibo?
Sabato, quando la mostra inaugurerà sarà grazie a loro che questa mostra ci apparirà ancor più coinvolgente.

 

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