Nulla è impossibile!

Immaginate per un momento: come sarebbe vivere sentendosi distanti dalla realtà che vivono tutti gli altri ogni giorno? Come vi sentireste?
Sono molte di più di quanto crediamo le famiglie e le persone che lo provano SULLA PROPRIA PELLE.
L’incontro con una mamma che ha raccontato ai ragazzi la propria storia, ha ispirato questo video. Che è molto EMOZIONANTE e ci lascia con un buon sapore di ottimismo.

Umberto versus Cesare!

Umberto e Cesare, due atleti a confronto: ascolta l’intervista doppia e trova tu la differenza. E’ l’invito dei ragazzi di una delle sei equipe di lavoro di andare oltre l’apparenza per rompere gli stereotipi che a volte ci appartengono, nonostante tutto.

Sei progetti per iniziare a cambiare il mondo

Sei equipe di lavoro per sei proposte progettuali. Eccole:

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Progetto “Giocabilità”

I bambini con disabilità non possono limitarsi a guardare gli altri divertirsi: un progetto perché i parchi giochi diventino spazi di inclusione per tutti.

Qui la scheda di progetto: Giocabilità
Qui la presentazione: Giocabilità presentazione ppt

Progetto “Impariamo a fare l’impossibile”

Chi dice che è impossibilenon dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo” (Albert Einstein): un progetto per superare le barriere culturali e favorire l’integrazione dei ragazzi disabili nelle rispettive classi.

Qui la scheda di progetto: Impariamo a fare l’impossibile
Qui la presentazione: Impariamo a fare l’impossibile ppt

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Progetto “La disabilità è negli occhi di chi guarda”

“Una vera integrazione se deve sostenere tutti deve essere sostenuta da tutti”. Un progetto che ripropone le attività vissute qui al Wo.Pa. per favorire l’inclusione e aprire gli occhi anche ad altri compagni.

Qui la scheda di progetto: La disabilità è negli occhi di chi guarda
Qui la presentazione: La disabilità è negli occhi di chi guarda – ppt

 

Progetto “Sitting volley: lo sport da un’altra prospettiva”

“Il sitting volley è uno sport faticoso ma molto divertente, lo vogliamo portare nelle assemblee delle nostre scuole per far capire anche agli altri compagni che le  differenze possono non esserci. La strada da percorrere per vincere l’ignoranza e arrivare all’accoglienza, è quella del coinvolgimento”.

Qui la scheda di progetto: Sitting volley-lo sport da un’altra prospettiva

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Progetto “Summer together”

“L’integrazione ha fatto passi da gigante ma molte barriere sociali rimangono. Lo si nota dopo il suono della campanella: la maggior parte dei ragazzi disabili esce da scuola da sola invece che con i compagni. E’ per questo che noi intendiamo agire”. Un progetto per realizzare una settimana estiva per ragazzi con disabilità e non, animata da laboratori, giochi, gite…  in collaborazione con associazione FA.CE

Qui la scheda di progetto:  Summer together
Qui la presentazione: Summer together ppt
Qui la bozza del volantino: Summer together – volantino

Proggetto “Trasparenti come l’acqua”

L’acqua è trasparente, ci si vede attraverso, non ha filtri, ed è pura vita. E’ così che i ragazzi hanno voluto intendere la disabilità.
Un progetto per favorire la conoscenza e l’inclusione attraverso un evento per mettere ognuno nei panni dell’altro. Sarà “COLORIAMOCI!”, tre giorni di arte e sport.

Qui la scheda di progetto: Trasparenti come acqua

 

Grazie, ragazzi e buona vita a voi!

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Ce li immaginiamo nelle loro aule, nuovamente piene delle loro voci, dei loro libri sui banchi, delle loro carte delle merende nei cestini.
Siamo certi che tutti sono ritornati alle rispettive scuole cambiati, chi più chi meno ma con un modo nuovo di pensare alla disabilità. Non lo  diciamo solo per presunzione, ce lo hanno detto loro stessi, salutandoci dopo quella lezione all’incontrario in cui ci hanno insegnato tanto. E ci hanno emozionato, tanto.
Auguriamo loro di mantenere quello sguardo fresco che ci  hanno fatto intravedere in questi giorni e di restare sempre così: solidali, attenti ed entusiasti.
Buona vita a tutti e speriamo di incontrarvi ancora ragazzi, magari come volontari in qualche associazione.

Mozzo, capitano o…?

Siamo stati tutti sulla stessa barca, anzi sulla stessa nave! Un percorso non si può chiudere senza dirsi com’è andata, come ci siamo sentiti, in quali panni ci siamo giocati. Valutazione, autovalutazione….
Quindi, l’ultimo momento di lavoro, le equipe lo hanno dedicato proprio a questo.
Ci aiuta una metafora: in quale parte della nave ti sei posizionato tu, questa settimana?
Sdraiato sul ponte a prendere il sole o in sala macchine? Al timone o chiuso nel wc.?  

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Corriamo verso la Lezione all’incontrario

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Salire sul palco e parlare a più di cento persone non è una passeggiata, non per tutti per lo meno. Perciò, una buona parte del lavoro della mattina è dedicato a questo: mettere a punto un discorso, provarlo e riprovarlo davanti ai colleghi dell’equipe, trovando i trucchi giusti per tenere alta l’attenzione. Contemporaneamente, qualcuno si affretta a chiudere i testi dei progetti e qualcun altro mette a punto video e slide. Ormai ci siamo.
Oggi, alle 14 arriveranno qui gli insegnanti, i compagni di altre classi, qualche genitore e, soprattutto, i volontari e gli esperti che hanno permesso ai ragazzi di crescere nella consapevolezza e nella sensibilità, comprendendo che la disabilità non è un problema, se la si affronta nel modo giusto.

Inclusione sociale: meta lontana?

Ecco la riflessione di una delle sei equipe di lavoro. Il progetto che presenterà domani, riguarda proprio l’inclusione attraverso attività, da realizzare insieme ragazzi disabili e non, come lo sport, la danza e il teatro.

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Stando a contatto con il mondo che circonda le persone con disabilità, fra le tante problematiche, ciò che più ci ha colpito  sono state l’esclusione e la demonizzazione sociale che queste persone, fin da giovanissime, devono affrontare.

Spesso famiglie indignate si riuniscono, fondando associazioni per garantire ai propri figli diritti basilari come l’inclusione sociale. Abbiamo ascoltato la storia di rappresentanti dell’Associazione “Nontiscordardime” che, come mamme, subiscono in parte la discriminazione affrontata dai figli.

Riportiamo le loro parole: “Alla fine delle superiori o della scuola dell’obbligo, la vita sociale di mio figlio era terminata”. Si può cogliere quindi che i rapporti d’amicizia che si instaurano tra ragazzi normodotati e disabili durante il periodo delle scuole di secondo grado, non sono durature e sufficientemente importanti.

Così come i genitori della “Nontiscordardimè”, molte altre associazioni di volontariato (fra Parma e provincia se ne contano 67) si impegnano quotidianamente per migliorare ogni aspetto della vita di una persona disabile: associazioni sportive, come Polisportiva Gioco, associazioni con scopi ludici, come Faro23, e molte altre.

Il volontariato ha sempre preceduto le riforme legislative. Negli anni si è passati da un volontariato più assistenzialista volto alla beneficienza, a un volontariato più incentrato sull’ottenimento di diritti per persone con disabilità. Infatti, il vero problema da affrontare, non è la disabilità in sé, bensì il rapporto con la società nella quale il disabile è inserito.

A livello normativo, vi sono state la Riforma Sanitaria del 1978 e la Riforma dell’Assistenza del 2000, prime, seppur rudimentali, forme di progresso. Prima degli anni ’80, l’unica forma di aiuto che lo Stato offriva ai disabili era l’istituzionalizzazione dentro a istituti “confinanti”; in seguito alla Riforma Sanitaria del ’78, sono nati dei servizi per la riabilitazione, la socializzazione e la possibilità per i disabili di andare a scuola con il resto dei giovani.

Nonostante i grandi traguardi raggiunti, l’inclusione sociale è ancora una meta lontana. Il politico italiano Roberto Rosso afferma: “La disabilità, nella società di oggi, non è vista come un valore in cui potersi riconoscere, ma come un difetto da mascherare, da capire, da accettare, da accogliere, ma che sempre difetto resta”.