Tutto può partire da me/noi

La mattina comincia in plenaria.
Antonio Pignalosa di Libera racconta le tappe del processo Aemilia, che si sta svolgendo a un passo da qui, ora. Nel racconto dei fatti compaiono nomi di persone, paesi e città che suonano troppo familiari. Strano? Anche questo ci dice che non possiamo continuare a ignorare la questione, perchè in questa storia, in qualche modo ci siamo anche noi possiamo fare qualcosa. Anche dei ragazzi di diciassette anni possono spostare l’ago della bilancia. Davvero. Al processo Aemilia, racconta Antonio, un imputato si è fatto portavoce per tutti gli altri formulando una dichiarazione spontanea con una richiesta precisa: che le scuole smettessero di partecipare alle udienze.
Anche gli studenti, con la loro presenza attenta e silenziosa, possono fare paura a un boss. La domanda resta sospesa nello spazio del Wo.Pa.: ma perchè gli faccio paura proprio io?

La parola poi a Mauro del Gruppo Abele, parte della rete di Libera. Si fa un passo in più per iniziare a comprendere che mafia non è solo la criminalità organizzata. E’ un modo di essere che strizza l’occhio  a certi atteggiamenti che a volte ci appartengono o che, semplicemente, non condanniamo e giustifichiamo, ritenendoli accettabili. Strategie che premiano il più forte, il più potente, il più “furbo” alle quali dobbiamo cominciare a prestare attenzione se vogliamo non cadere in trappola. Drizziamo le orecchie, dunque.

 

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