LEA

Un film di Marco Tullio Giordana, ispirato alla strenua lotta della calabrese Lea Garofalo che, per salvaguardare la figlia Denise, nel 2002 decise di denunciare il proprio compagno, nonché padre di Denise Carlo Cosco, che praticava spaccio e usura a Milano, per conto della ‘ndrangheta.

Una storia terminata con la condanna di Cosco per il brutale omicidio di Lea a seguito di un processo in cui ebbe un ruolo fondamentale la volontà di giustizia di Denise, determinata a non lasciare impunita la morte della madre.

Parlare, parlare e ancora parlare!

Mattina dedicata agli incontri, alle testimonianze per essere informati, consapevoli e diventare sempre più capaci di prendersi a cuore.

p1040523

Sette storie hanno interrogato i ragazzi, sta mattina, presentare in sette gli “angoli tematici”

p1040496

  1. Impegno e partecipazione: Paolo Bertoletti del Sindacato Pensionati Italiani, organizzazione che ha fatto della lotta alla mafia una delle principali attività.
    “La mafia si fa forte della paura della gente -ci ha detto – dobbiamo fare  in modo che nessuno si volti dall’altra parte.

 

p1040501

2. Come si fa memoria? E’ la domanda dalla quale è partito Aldo Montermini di ANPI (Associazione nazionale Partigiani Italiani)
“Oggi la resistenza è cosa diversa da 70 anni fa. I partigiani l’hanno fatta con le armi. Noi le rifiutiamo. Anpi lotta per la pace e l’uguaglianza con l’arma della democrazia.”

 

p1040498

3. Cosa c’è dietro certi appalti vinti con un ribasso del 30-40%? Giuseppe Braglia della CGIL ha raccontato quali sono le strategie adottate dalla mafia nell’ambito degli appalti pubblici e del lavoro. Conoscere per non lasciare che le cose vadano così.

 

 

p1040491

4. Di Via Libera, il Festival della Legalità contro le mafie e l’indifferenza  ha parlato Giulia Gatti, attiva nel coordinamento di Libera Parma. Fra le tante cose, Giulia ha raccontato la storia di Tiziano Bentivoglio, una storia di giustizia negata, di quelle che entrano dentro al punto tale che non puoi non mobilitarti.

 

 

p1040478

5. La Consulta giovanile di Langhirano ha condiviso la storia di Emanuele Modica che, dopo la morte del padre vittima incolpevole della mafia, ha trovato nella pittura la sua strada per dire no. Anche la cultura può essere un’arma potentissima.

 

 

p1040488

6. Resistenze e nuove resistenze il tema del gruppo che ha ascoltato le parole di Marco Minardi, dell’Istituto storico della resistenza.
“Anche resistere alla mafia e trovare il modo di superarla è un valore. Resistere è affermare le proprie idee.”

 

 

p1040481

7. La storia di un’intimidazione mafiosa era lo spunto di partenza dei portavoce di FU.CI. la Federazione Universitaria Studentesca.
“L’opposizione alla mafia deve passare anche attraverso la collaborazione e il lottare insieme”.

 

Mappe per tracciare la strada

Nei gruppi, con negli occhi ancora le immagini viste sul palco, nascono nuovi pensieri e considerazioni. Si ragiona su tante parole chiave e dicotomie: omertà/coraggio, sicurezza/insicurezza, dolore/amore, paura, corruzione e manipolazione, giustizia e tante, tante altre ancora.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Molte domande iniziano a interrogarci. L’indifferenza è giusta? Quali sono le dimensioni della libertà? Come e perché rompere il silenzio?

Fra questo mare di parole, evidenziate nei grandi cartelloni, i ragazzi cercano i nessi e nuove riflessioni si fanno strada.

 

 

MAFIA: quale il tuo immaginario?

Se dico mafia? Si comincia a ragionare sugli immaginari. Scorrono sul palco sette immagini, sette storie, che offrono sfumature ed emozioni diverse. Tu dove ti riconosci?

 

Falcone e Borsellino, ormai icone della lotta; la piazza di Guastalla, con Peppone e Don Camillo che si guardano da lontano e chissà se avrebbero immaginato che la mafia avrebbe abitato anche qui; l’immagine di uno dei tanti beni confiscati per l’utilità sociale; il funerale di Lea Garofalo; l’aula di tribunale di Reggio Emilia; Margherita Asta che solo sedicenne perse mamma e fratellini nell’attentato al magistrato Carlo Palermo.

Inizia da qui il confronto, a partire dalla visuale di ciascuno. Saranno i punti di vista dei singoli a dare sostanza al lavoro di ogni gruppo.

 

 

Responsabilità e partecipazione:tu da che parte stai?

p1040381r

Riparte il BandiniLab con l’energia dirompente di cento studenti arrivati sta mattina al Wo.Pa.

Questa nuova settimana di alternanza scuola lavoro si spalanca sul tema delle mafie e della legalità, grazie alla competenza e alla passione del coordinamento di “Libera Parma. Associazioni, numeri e nomi contro le mafie” e a chi ha creduto nel progetto e ha scelto di sostenerlo: Coop Alleanza 3.0, Fondazione Cariparma e Regione Emilia Romagna.

Mattina per entrare a piè pari dentro un problema che pare lontano ma lontano non è.
A mettersi in gioco saranno i ragazzi delle IV L e III D del liceo Ulivi, III B Liceo delle scienze umane Sanvitale e la IV del liceo europeo Maria Luigia.

Buon lavoro a tutti!